A 800 anni dal transito di San Francesco d’Assisi, il Kantiere Kairos sceglie la musica per avvicinarsi, con rispetto e semplicità, a una delle figure più grandi e affascinanti della storia cristiana.
Nasce così Francesco, una canzone essenziale, quasi “povera”, che prova a restituire qualcosa della libertà, della radicalità e dell’affidamento totale a Dio che hanno segnato la vita del Santo di Assisi.
Raccontare Francesco in una canzone non è semplice. La sua figura è immensa, complessa, attraversata da una forza che continua a parlare anche a distanza di secoli. Proprio per questo il Kantiere Kairos ha scelto di avvicinarsi alla sua storia provando a custodirne alcuni tratti essenziali: la povertà come libertà, la piccolezza, la pace, l’amore per il creato, la fiducia in Dio e il desiderio di vivere il Vangelo fino in fondo.
«Da una parte speravamo quasi che nessuno ci chiedesse una canzone su San Francesco d’Assisi», racconta Antonello Armieri. «Poi, in occasione degli 800 anni del suo transito, un nostro amico frate ci ha rivolto questa richiesta: “Ma perché non scrivete una canzone su Francesco?”. Abbiamo provato a sintetizzare alcuni elementi di una figura così bella, immensa e meravigliosa, con tanta riverenza e tanto rispetto. Francesco è una piccola canzone, il risultato di questo tentativo».
Francesco nasce quindi come uno sguardo, un dipinto fatto di rapide pennellate, non come un ritratto completo. Un tentativo di lasciarsi ancora una volta interrogare da un uomo che ha scelto di farsi piccolo e che, proprio per questo, ha lasciato un segno enorme nella storia e nel cuore di milioni di persone.
A otto secoli di distanza, la sua testimonianza continua a porre domande profonde sul significato della libertà, dell’essenzialità, della pace e del rapporto con Dio e con gli altri. Francesco ha provato a rispondere con la sua vita; il Kantiere Kairos ha provato a farlo con una canzone.
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