Una piazza aperta, nel cuore di un quartiere popolare e multiculturale di Roma, si è trasformata in uno spazio di musica, dialogo e testimonianza. Giovedì 9 ottobre le note del Kantiere Kairòs sono risuonate in Piazza dei Mirti, a Centocelle, nell’ambito del Giubileo della vita consacrata.
L’appuntamento romano ha riunito religiosi e religiose, monaci, contemplative, membri degli istituti secolari, dell’Ordo virginum e delle differenti espressioni della vita consacrata. Complessivamente, oltre 16 mila pellegrini provenienti da circa cento Paesi hanno partecipato alle giornate giubilari dell’8 e 9 ottobre, culminate nella Santa Messa presieduta da Papa Leone XIV in Piazza San Pietro.
Nel pomeriggio e nella serata, il programma è proseguito con una serie di incontri aperti a tutti e distribuiti in differenti piazze della Capitale. Piazza Vittorio Emanuele ha ospitato una riflessione sulla fraternità universale e sulla solidarietà, Piazza Don Bosco un appuntamento dedicato alla cura del creato, mentre Piazza dei Mirti è stata scelta per affrontare il tema “Impegno verso gli ‘ultimi’ – Ascoltare il grido dei poveri”.
Proprio in questo contesto la band ha portato le proprie canzoni, dando voce attraverso la musica ai temi della vocazione, della ricerca, della comunità e della cura delle persone più fragili. Il concerto ha coinvolto anche gli abitanti del quartiere, i passanti e quanti hanno seguito la serata affacciandosi dai balconi che circondano la piazza.
«Parlare di Dio in una piazza affollata a Centocelle è stato come uscire da quella comfort zone che troppo spesso limita la semina. Ed è stato bellissimo», racconta la band. «Sapere che, oltre ai religiosi giunti da tutta Italia, tante persone di passaggio e anche appartenenti ad altre fedi si sono fermate ad ascoltare ci ha riempito il cuore di gioia».
Dopo la partecipazione al Giubileo dei Giovani di Tor Vergata, il Kantiere Kairòs è tornato dunque a Roma per vivere un’altra tappa significativa del proprio cammino musicale e spirituale: ancora una volta fuori dai luoghi abituali, in uno spazio urbano attraversato quotidianamente da culture, storie e sensibilità differenti, facendo delle canzoni uno strumento di annuncio, ascolto e fraternità.